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Moda Milano: CNMI SUSTAINABLE FASHION AWARDS 2023.

CNMI SUSTAINABLE FASHION AWARDS 2023

CNMI SUSTAINABLE FASHION AWARDS 2023

Le sfilate sono una vetrina globale per la moda, dove stilisti, case di moda, acquirenti, giornalisti e amanti del settore si riuniscono per scoprire le nuove tendenze in fatto di abbigliamento e accessori, ma non solo. Infatti, la moda non è si è mai limitata ad essere la semplice esposizione di un bell’abito, anzi, come disse Coco Chanel «[..] La moda è nel cielo, nelle strade, la moda ha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, con ciò che accade». 

Nel panorama moderno, dove il cambiamento climatico sembra esser diventato un problema irreversibile, anche l’industria dell’abbigliamento prova, e a volte riesce, a cambiare le regole del gioco, muovendosi sempre di più verso la moda sostenibile.

Moda e sostenibilità

Uno dei temi più importanti e discussi al giorno d’oggi è la sostenibilità ambientale e, proprio perché la moda è espressione del presente, è anche uno degli aspetti più rilevanti per il settore. 

L’industria del fashion è responsabile di circa l’8-10% delle emissioni globali di carbonio e di quasi il 20% delle acque reflue, conquistando il podio di settore più inquinante, sopra anche a quello aereo,  come spiegato nell’articolo della BBC

La moda sostenibile ha l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale provocato dalla produzione di abbigliamento, ma anche di rispettare e garantire le condizioni di lavoro giuste e sicure per i lavoratori, garantendone i diritti umani in tutte le fasi di produzione. 

I pilastri su cui poggia la moda sostenibile sono la diminuzione drastica degli sprechi e dello sfruttamento delle materie prime, promuovendo un’economia circolare che prolunghi la vita dei capi d’abbigliamento.

I CNMI Sustainable Fashion Awards 2023

L’aumento della consapevolezza ambientale e sociale ha portato a una crescente richiesta di prodotti sostenibili che ha attirato l’attenzione anche della Fashion Week di Milano. 

La Camera Nazionale della Moda Italiana, in collaborazione con la Ethical Fashion Initiative dell’Agenzia delle Nazioni Unite ITC e la Ellen MacArthur Foundation, con il supporto del Comune di Milano, ha ideato e organizzato i CNMI Sustainable Fashion Awards. Si sono svolti al Teatro La Scala in chiusura dell’edizione della Milano Fashion Week Primavera-Estate 2024. 

Questi Awards celebrano le personalità, le realtà aziendali e filantropiche che si sono meglio distinte per le iniziative sostenibili nel 2023. 

La selezione dei vincitori avviene attraverso un processo rigoroso, con un Advisory Committee composto da 25 associazioni e organizzazioni no-profit italiane e internazionali e una Giuria Internazionale formata da professionisti del settore.

Tra i premi in palio, ci sono il “The Ellen MacArthur Foundation Award for Circular Economy” e il “The Bicester Collection Award for Emerging Designers.” Il primo premia i leader del settore che applicano principi di economia circolare, contribuendo a rigenerare la natura e ridurre l’impatto ambientale. Il secondo premia i designer emergenti che abbracciano la sostenibilità nella loro pratica creativa.

Ma è davvero così?

Le nobili e importanti premesse con cui i CNMI Sustainable Fashion Awards si sono presentati sono rimaste effettivamente soltanto parole. Questo evento, che poteva fare da lente di ingrandimento su un problema attuale e preoccupante come la crisi climatica, si è rivelato un tentativo goffo e superficiale di camuffare di verde la spettacolarizzazione dei colossi del settore. 

Riconoscimenti CNMI Sustainable Fashion Awards 2023

La casa di alta moda Gucci, accusata di sfruttamento della manodopera cinese nel 2011, si è aggiudicata l’Ellen McArthur Foundation Award for Circular Economy.

Donatella Versace, una delle stiliste donne più ricche al mondo, ha vinto lo Humanitarian Award For Equity and Inclusivity; nel frattempo la sua casa di moda propone in evidenza nel suo sito di e-commerce borse 100% in pelle di agnello e gonne con fodera 100% di nylon.

Chiara Ferragni, icona del consumismo più sfrenato, ha sfilato sul red carpet con un abito Tom Ford vintage 1996 per promuovere il second-hand.

Dolce & Gabbana, tra un’accusa di razzismo e l’altra, ha vinto il Craft & Italian Artisanship Award.

Concludendo, non è di certo oro tutto quel che luccica, e i CNMI Sustainable Fashion Awards 2023 ne sono stati la prova. In Italia, la moda sostenibile esiste, ma di certo non viene promossa e incentivata come dovrebbe a questi eventi di risonanza mondiale. 

Ma a questo ci pensiamo noi!

Il cambiamento è già in atto, esistono realtà italiane che propongono abbigliamento realizzato con materiali ecosostenibili, come PRIVATO, marchio approvato PETA che realizza meraviglie con materiali vegetali, come APPLESKIN, le scarpe vegane in fibra di mela. LO FO IO, invece, è una bottega artigiana di Prato che realizza abbigliamento invernale a partire da scarti tessili; oppure LuciDuci, brand di moda sostenibile che realizza abbigliamento intimo per donna e uomo usando burro di canapa e fibra di bambù.

Queste sono solo alcune delle realtà impegnate nel crescente settore del fashion sostenibile. Negli ultimi anni la ricerca e la passione di artisti come loro hanno portato alla luce materiali vegetali alternativi, come i bio-pioli ottenuti da colture di mais; sistemi di produzione basati sul riciclo dei materiali di scarto e sul rispetto dei diritti umani dei lavoratori; nuovi packaging plastic-free e riutilizzabili. Tutto ciò nella speranza di portare sempre più persone ad interessarsi e a preferire alternative ecosostenibili per prendersi cura del nostro pianeta, nel rispetto degli animali e degli esseri umani.