In questo articolo parlo di Anema, un brand con cui collaboro.
Se cerchi una borsa senza pelle animale, le parole confondono: ecopelle, pelle vegana, similpelle, finta pelle. Sembrano sinonimi, non lo sono. E una di queste, l’ecopelle, è proprio pelle animale. Facciamo chiarezza.
Ecopelle: è pelle animale
In Italia “ecopelle” indica un cuoio, quindi pelle animale, conciato secondo criteri a ridotto impatto ambientale definiti dalla norma UNI 11427. Non è un materiale sintetico. Se cerchi un’alternativa senza pelle animale, l’ecopelle non lo è.
“Pelle vegana”: in Italia non si può scrivere in etichetta
Il decreto legislativo 68 del 2020 riserva i termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia”, anche in forme composte o derivate, ai materiali di origine animale che rispettano le definizioni di legge. Per questo un prodotto venduto in Italia non può essere etichettato come “pelle vegana”, anche se nel linguaggio di tutti i giorni l’espressione è molto usata. Chi vende correttamente indica il materiale vero: poliuretano, microfibra, materiale a base di mela, cactus e così via.
Similpelle e finta pelle
Sono termini generici per materiali sintetici che imitano l’aspetto della pelle, di solito a base di poliuretano (PU) o PVC. Il PU è in genere preferito al PVC.
I materiali alternativi alla pelle
- Poliuretano e microfibra: i più diffusi, resistenti e facili da curare.
- Materiali da scarti vegetali: da buccia di mela, di uva, di arancia, da fibra di cactus o di mais. Spesso sono uniti a una parte di poliuretano che li rende resistenti: chiedi sempre la composizione completa.
- Fibre naturali: canapa e cotone, anche biologici, per borse più morbide e casual.
- Materiali riciclati: per esempio da PET, con certificazioni come GRS.
Come scegliere una borsa senza pelle animale
- Leggi l’etichetta: deve indicare la composizione, non solo un nome di fantasia.
- Cerca certificazioni verificabili, per esempio GOTS per le fibre biologiche, GRS per i materiali riciclati, PETA-Approved Vegan per l’assenza di materiali animali, anche nelle colle e negli accessori.
- Guarda cuciture e finiture: una borsa che dura è la scelta migliore, qualunque sia il materiale.
La mia scelta: Anema
Te lo dico subito, da donna a donna: con Anema collaboro da un anno. Quindi sì, è un consiglio di parte. Ma è anche il motivo per cui ci lavoro.
Amo il design. Mi piace avere nell’armadio dei pezzi iconici, di quelli che scegli una volta e porti per anni. Con Anema posso averli senza sofferenza animale, ed è esattamente quello che cercavo.
Le borse sono fatte in Italia, su ordinazione, con materiali come canapa biologica italiana, fibra di cactus Desserto, buccia di mela, buccia d’arancia, fibra di mais e PET riciclato. Il brand indica le certificazioni PETA-Approved Vegan, GRS e GOTS. Trovi borse a spalla, a mano, a tracolla, pochette, portacarte e zaini.
Domande frequenti
L’ecopelle è vegana?
No. In Italia l’ecopelle è pelle animale conciata a ridotto impatto ambientale.
Si può dire “pelle vegana”?
Nel linguaggio comune sì, ma in Italia un prodotto non può essere venduto con questa etichetta: il termine “pelle” è riservato ai materiali di origine animale.
Qual è il materiale più resistente al posto della pelle?
Dipende dall’uso: poliuretano e microfibra di buona qualità sono molto resistenti; i materiali da scarti vegetali variano molto da brand a brand. Chiedi sempre composizione e consigli di manutenzione.
Da donna a donna.

