La cera d’api è uno degli ingredienti più antichi della cosmesi: la trovi in burrocacao, balsami, creme solide e unguenti. Su WHATaECO però non c’è, perché il catalogo è 100% vegetale. Ti spiego come riconoscerla in etichetta e con cosa viene sostituita nei cosmetici vegani.
Perché non è vegana
La cera d’api è prodotta dalle api per costruire i favi. Anche se non è un ingrediente che si ottiene uccidendo l’animale, è comunque di origine animale: per questo chi segue uno stile di vita vegano la evita, come il miele e la propoli.
Come riconoscerla nell’INCI
Nella lista ingredienti la trovi come Cera Alba, Beeswax o Cera Flava. Occhio anche a Propolis e Mel (miele), che spesso la accompagnano.
Le alternative vegetali
- Cera di candelilla (Euphorbia Cerifera Cera): dà corpo e lucentezza, è molto usata nei burrocacao.
- Cera carnauba (Copernicia Cerifera Cera): più dura, si usa in piccole quantità in stick e mascara.
- Cera di riso (Oryza Sativa Bran Cera) e cera di girasole (Helianthus Annuus Seed Cera): più morbide, per balsami e creme.
- Burri vegetali come karité e cacao: non sono cere, ma danno consistenza alle formule solide.
E fuori dal bagno?
La cera d’api si trova anche nei fogli per alimenti al posto della pellicola. Esistono versioni vegetali con cera di soia o di candelilla: controlla sempre la descrizione.
Su WHATaECO
Tutti i cosmetici che trovi sul sito sono 100% vegetali: niente cera d’api, miele o propoli. Nelle schede prodotto trovi la lista ingredienti.
Da donna a donna.

